Appello per uno spazio europeo dell’istruzione superiore aperto

In seguito all’approvazione dell’iniziativa contro l’immigrazione di massa del 9 febbraio scorso, l’appartenenza della Svizzera allo spazio europeo dell’istruzione superiore è a rischio. Nelle sue prime reazioni, la Commissione Europea ha escluso la Svizzera dall’ottavo programma quadro di ricerca dell’UE “Horizon 2020” e dal programma di scambio per studenti “Erasmus+”. I firmatari del presente appello chiedono ai decisori politici europei e svizzeri che la Svizzera possa continuare a partecipare a questi importanti programmi, dichiarandosi fautori di uno spazio universitario europeo e internazionale aperto.

La Svizzera, luogo privilegiato di formazione e ricerca, sta rischiando di rimanere isolata a seguito della sua esclusione dai programmi europei di formazione e di ricerca. Nel 1999 la Svizzera, come ormai più di 40 altri Stati europei, ha sottoscritto la dichiarazione di Bologna, approvando la creazione di uno spazio europeo dell’istruzione superiore. Uno degli obiettivi principali di tale iniziativa è costituito dalla promozione della mobilità nell’insegnamento e nella ricerca. Finora non si è mai dubitato dell’importanza che lo scambio internazionale riveste per la Svizzera, sia in prospettiva scientifica che economica – anzi, al contrario, tutti vi hanno posto l’accento. Ma ora, in seguito al “sì” all’iniziativa sull’immigrazione di massa, i successi ottenuti e i progressi compiuti negli ultimi anni sono messi in discussione.

Lo scambio di studenti e ricercatori, di sapere e know how è da sempre una cosa ovvia per chi fa parte del mondo universitario e rappresenta una condizione imprescindibile per l’alta qualità dell’insegnamento e della ricerca. Negli ultimi anni l’Europa ha fortemente incentivato questi scambi ed è divenuta il punto nodale di riferimento per molti progetti internazionali nel campo della formazione. Ed anche molti accordi di cooperazione internazionale vengono conclusi, altrettanto ovviamente, al di là dei confini dell’Europa.

Ora quest’internazionalità inerente al mondo universitario alla quale noi tutti partecipiamo e dalla quale traiamo vantaggio viene messa in discussione.
Noi ci opponiamo con veemenza. Università, istituti di formazione, docenti, ricercatori e studenti della Svizzera e dell’Europa fanno appello ai decisori politici in Svizzera, a Bruxelles e negli Stati europei, affinché si adoperino per far sì che le università svizzere possano prendere parte ai citati programmi.

Crediamo in uno spazio universitario europeo e internazionale aperto e vogliamo continuare a promuovere gli scambi internazionali presso le nostre università. I programmi internazionali di formazione e di ricerca e i progetti interuniversitari devono rimanere cosa ovvia nell’intero spazio europeo e internazionale dell’istruzione superiore, del quale la Svizzera fa parte.